
Il 21 settembre 2026, la casa d’aste Millon organizzerà all’Hôtel Drouot una spettacolare vendita dedicata all’attrice Brigitte Bardot, morta il 28 dicembre 2025. I 285 lotti provengono dalle sue case di Saint-Tropez e Parigi e comprendono gioielli, abiti, strumenti musicali, oggetti personali e ricordi che raccontano un’intera vita. Una parte del ricavato sarà destinata alla sua fondazione per la protezione degli animali e a suo figlio, Nicolas-Jacques Charrier.
(Redazione: Francia / Cultura e Aste)
Il 21 settembre 2026, l’Hôtel Drouot di Parigi ospiterà una delle aste più toccanti dell’anno. La casa Millon metterà in vendita 285 oggetti appartenuti a Brigitte Bardot, provenienti dalle sue case di Saint-Tropez e Parigi. L’evento non è solo una semplice vendita di oggetti da collezione, ma anche un ultimo gesto dell’attrice per la causa alla quale ha dedicato la seconda metà della sua vita: la protezione degli animali.
Un destino trasformato in strumento di lotta
Dal 1987, Brigitte Bardot aveva deciso che i suoi ricordi personali potessero trasformarsi in uno strumento di lotta. Così, l’asta di Drouot dividerà il ricavato tra la Fondazione Brigitte Bardot e suo figlio, Nicolas-Jacques Charrier. L’attrice, diventata un simbolo del cinema francese con il film Et Dieu… créa la femme (1956), ha scelto di fare in modo che una parte importante della sua eredità continuasse la lotta per gli animali anche dopo la sua morte.
Che cosa viene messo all’asta?
La collezione rivela una personalità complessa, al di là dell’immagine pubblica di una star. Tra gli oggetti messi in vendita ci sono:
La Madrague, il paradiso bohémien di Saint-Tropez
Molti di questi oggetti provengono da La Madrague, la casa di pescatori acquistata da Bardot nel 1958, quando non disponeva ancora né di acqua corrente né di elettricità. Qui si ritrova l’atmosfera bohémien che la caratterizzava: mobili semplici, oggetti artigianali, chitarre, cappelli da sole e la bicicletta con cui girava per Saint-Tropez. Due flaconi di L’Heure Bleue di Guerlain, che portava sempre nella borsa, e un gioiello Mellerio completano questo ritratto intimo dell’attrice.
- un autoritratto a carboncino realizzato da Brigitte Bardot;
- ritratti incrociati con Roger Vadim;
- scarpe Repetto create insieme a lei nel 1956, comprese paia rosa confetto e rosa cipria;
- una macchina da scrivere Olivetti Lettera 22, simbolo della sua lotta per gli animali;
- chitarre flamenco legate alla sua amicizia con i Gipsy Kings;
- gioielli del suo matrimonio con Jacques Charrier;
- un abito di Sonia Rykiel;
- disegni di Charles Kiffer che ricordano la sua infanzia;
- la poltrona “Emmanuelle” in rattan e vimini, nota anche come poltrona a forma di pavone, proveniente dalla sua casa di La Madrague;
- una bicicletta Peugeot in acciaio laccato blu;
- cestini di vimini, cappelli di paglia, occhiali da sole, tre accendini, una borsa metallica dorata, un body da danza nero e altri oggetti personali.
Una vita dedicata agli animali
Dopo aver lasciato il cinema nel 1973, all’età di 38 anni, Brigitte Bardot si dedicò completamente alla protezione degli animali. Per decenni rispose personalmente alle lettere ricevute a La Garrigue, utilizzando la macchina da scrivere Olivetti. L’asta di Drouot è quindi non solo un viaggio nella vita privata di una leggenda, ma anche una continuazione della sua lotta.
Conclusione
La vendita dei 285 oggetti all’Hôtel Drouot è più di una semplice asta. È un viaggio attraverso la vita di una donna che si è rifiutata di essere soltanto un’immagine sullo schermo. Dagli abiti firmati alle scarpette da balletto, dai gioielli alla macchina da scrivere, ogni oggetto racconta una storia. E il fatto che il ricavato vada alla causa animale trasforma questo distacco dal passato in un gesto d’amore verso il futuro.
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