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by Tomeci Press Publications

Romania inflation timeline with forecast

La Romania ha chiuso il 2025 con l’inflazione più alta dell’Unione europea, quasi tre volte superiore alla media europea. La Banca nazionale prevede un forte calo nella seconda metà del 2026, ma gli analisti avvertono che i prezzi non scenderanno: aumenteranno semplicemente più lentamente. Ecco cosa attende i bilanci delle famiglie rumene e l’economia del Paese.

(Redazione: Romania / Economia e Finanze)

La Romania si trova attualmente ad affrontare il tasso di inflazione più elevato dell’Unione europea, una difficile realtà economica che incide fortemente sul potere d’acquisto della popolazione. Secondo i dati Eurostat, a maggio 2026 il tasso annuo di inflazione in Romania era del 9,7%, mentre la media europea era appena del 3,3%. La differenza era quasi tre volte superiore, a dimostrazione di pressioni economiche molto più intense sulle famiglie rumene.

Perché l’inflazione è così alta in Romania?

L’aumento dell’inflazione nell’ultimo anno e mezzo può essere diviso in due periodi distinti. Nella prima parte del 2025, il tasso annuo si manteneva intorno al 5%. Il cambiamento principale è arrivato nell’estate del 2025, quando è scaduto il regime di plafonamento dei prezzi dell’elettricità e le bollette dei consumatori sono aumentate significativamente. In agosto si è aggiunto l’effetto dell’aumento dell’IVA e delle accise, trasferito sui prezzi di numerosi beni e servizi. La BNR ha stimato che l’effetto diretto dell’aumento dei prezzi dell’elettricità abbia rappresentato circa 2,3 punti percentuali del tasso annuo d’inflazione, mentre l’aumento delle imposte indirette ne avrebbe rappresentati circa 2 punti percentuali.

I maggiori aumenti dei prezzi sono stati registrati nei servizi, rincarati del 13,53% in un anno, seguiti dai beni non alimentari con il 12,54% e dai beni alimentari con il 6,78%.

Cosa prevede la Banca nazionale per il futuro?

La Banca nazionale della Romania (BNR) prevede un forte calo dell’inflazione nella seconda metà del 2026, fino al 5,5%, seguito da un’ulteriore riduzione entro la fine del 2027, al 2,9%. Secondo il Rapporto trimestrale sull’inflazione, edizione agosto 2026, la BNR prevede un tasso annuo d’inflazione del 6,1% per dicembre 2026, seguito da un calo al 3,4% alla fine del 2027 e al 2,8% nel secondo trimestre del 2028.

Cosa sta accadendo alla crescita economica?

Questo calo è spiegato dagli effetti base legati agli ampi shock del 2025: i prezzi non scenderanno, ma aumenteranno più lentamente rispetto all’anno precedente. La BNR avverte tuttavia che il bilancio dei rischi resta orientato verso deviazioni al rialzo, tra cui l’escalation delle tensioni geopolitiche, il prolungarsi della crisi energetica e il perdurare della frammentazione del commercio internazionale.

L’economia rumena attraversa un periodo di stagnazione. Dopo una crescita reale del PIL dello 0,7% nel 2025, la Commissione europea stima che l’economia rumena stagnirà nel 2026, con una crescita di appena 0,1%, per poi tornare a una crescita del 2,3% nel 2027.

Quali misure sta adottando il Governo?

I consumi privati dovrebbero rimanere deboli fino alla metà del 2026, a causa del rallentamento della crescita salariale, dell’inflazione persistente e degli effetti del consolidamento fiscale sui redditi reali disponibili. Allo stesso tempo, gli investimenti, sostenuti in modo significativo dai fondi europei, sono indicati come il principale motore della crescita.

Il primo ministro Ilie Bolojan ha dichiarato che l’inflazione si stabilizzerà nella seconda metà dell’anno, mentre fino ad allora continueranno a farsi sentire gli effetti della contrazione economica. Ha indicato che misure come la riduzione della spesa amministrativa e l’aumento della riscossione delle entrate inizieranno a produrre effetti. Il governo sta inoltre preparando una forma di sostegno per le persone con pensioni basse, prevista nel progetto di bilancio.

Quali sono i rischi e le sfide future?

Il ministro ad interim delle Finanze, Alexandru Nazare, ha affermato che il processo di disinflazione potrebbe iniziare in agosto-settembre e che l’economia potrebbe registrare una ripresa più consistente a partire dal 2027, se proseguiranno il consolidamento fiscale, gli investimenti e l’assorbimento dei fondi europei. L’attuale stima dell’inflazione è del 5–6%, e non del 4% come nello scenario iniziale, anche se la direzione resta quella di una discesa.

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Conclusione

Tra i principali rischi indicati dagli analisti figurano:

  • Le tensioni geopolitiche e il loro impatto sui prezzi dell’energia e dei carburanti;
  • Il prolungamento della crisi energetica e la volatilità dei mercati energetici;
  • La frammentazione del commercio internazionale e l’incertezza economica globale;
  • L’aumento del debito pubblico, stimato al 63,4% del PIL entro il 2027;
  • Il deficit di bilancio, che dovrebbe scendere dal 7,9% del PIL nel 2025 al 6,2% nel 2026 e al 5,8% nel 2027.

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La Romania sta attraversando un difficile periodo di aggiustamento economico, caratterizzato dall’inflazione più alta dell’Unione europea e dalla stagnazione della crescita economica. La BNR prevede tuttavia una significativa riduzione dell’inflazione nella seconda metà del 2026 e una ripresa economica nel 2027. I prezzi non scenderanno: continueranno a salire, ma più lentamente. Per i rumeni, il prossimo periodo continuerà a richiedere prudenza finanziaria; per il governo, la sfida sarà conciliare il consolidamento fiscale con la protezione delle persone più vulnerabili.

BNR governor presenting inflation report

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