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by Tomeci Press Publications

Un contatore del gas montato su una parete, con un uomo sorridente a destra e una mappa sullo sfondo.

Il governo fiammingo ha incaricato Fluvius di preparare la graduale eliminazione della rete del gas naturale. 2,4 milioni di famiglie e piccole imprese dovranno trovare un’altra fonte di riscaldamento nei prossimi 24 anni. In un comune, fino all’86% delle abitazioni è riscaldato a gas, mentre in altri la percentuale è solo di un quarto. Ecco i comuni più dipendenti e cosa significa per i loro abitanti.

(Redazione: Belgio / Energia & Clima)

Il governo fiammingo ha compiuto un passo decisivo verso una Fiandre senza gas naturale. Quest’estate, l’esecutivo ha approvato un progetto di decreto che incarica il gestore della rete Fluvius di preparare il graduale smantellamento della rete del gas naturale nelle Fiandre. Sebbene non esista una data esplicita per la chiusura definitiva della fornitura di gas, l’orizzonte è chiaro: 2050, l’anno in cui la regione vuole essere climaticamente neutrale. Il gas naturale è un combustibile fossile e la sua combustione rilascia CO₂, rendendolo incompatibile con l’obiettivo climatico stabilito.

Cosa significa in pratica?

Fluvius dovrà elaborare, ogni quattro anni, piani di uscita dalla rete con un orizzonte di dieci anni. Questi conterranno elenchi concreti dei luoghi in cui i collegamenti al gas saranno messi fuori servizio. «Ci sarà un elenco concreto delle località in cui la rete del gas verrà chiusa», ha spiegato Fluvius. Le prime zone interessate saranno quelle in cui esistono già alternative sostenibili, come reti di teleriscaldamento o quartieri in cui la maggior parte dei residenti è già passata alle pompe di calore elettriche.

In seguito, anche gli altri utenti del gas riceveranno una comunicazione sul momento in cui il loro allacciamento verrà chiuso. In alcuni casi, le ultime famiglie di una strada o di un quartiere potranno essere obbligate a scollegarsi dalla rete se rifiuteranno di effettuare la transizione. La ministra fiamminga dell’Edilizia abitativa e del Clima, Melissa Depraetere (Vooruit), promette tuttavia un approccio «sociale», affinché nessuno venga lasciato indietro.

Il 65% delle abitazioni è riscaldato con gas naturale

Oggi, il 65% delle abitazioni nelle Fiandre è riscaldato con gas naturale. Ma dietro questa media si nasconde un’enorme variazione da un comune all’altro. Un’analisi della stampa fiamminga mostra che, mentre in alcuni comuni solo un quarto delle abitazioni utilizza il gas per il riscaldamento, in altri la percentuale arriva all’86%.

I comuni più dipendenti dal gas naturale

Secondo l’analisi pubblicata da Gazet van Antwerpen e Het Laatste Nieuws, i comuni più dipendenti dal gas naturale sono:

  • Stabroek (provincia di Anversa) – il comune più dipendente, con oltre l’86% delle abitazioni riscaldate a gas
  • Wijnegem (Anversa)
  • Vilvoorde (Brabante fiammingo)
  • Niel (Anversa)
  • Hemiksem (Anversa)
  • Drogenbos (Brabante fiammingo)

Queste località si trovano principalmente nell’area metropolitana di Anversa e nella cintura di Bruxelles, dove la rete del gas è stata massicciamente ampliata nella seconda metà del XX secolo e le abitazioni sono quasi tutte collegate a questa fonte di energia.

I comuni che hanno già iniziato la transizione

All’estremo opposto, otto città e comuni fiamminghi si sono già impegnati, dal 2021, a rendere l’intero loro territorio libero dal gas naturale e dall’olio combustibile entro il 2050. Si tratta di: Beersel, Brugge, Gent, Kortrijk, Leuven, Mechelen, Oostende e Turnhout. L’obiettivo sarà raggiunto attraverso pompe di calore e reti di teleriscaldamento alimentate da fonti rinnovabili. Hanno inoltre chiesto più volte un quadro legislativo più chiaro e un sostegno finanziario da parte delle autorità fiamminghe.

Cosa significa per gli abitanti?

La transizione non sarà né economica né semplice. Molte abitazioni nei comuni fortemente dipendenti dal gas sono state costruite nel dopoguerra attorno alla rete del gas e non sono preparate per le pompe di calore o per un isolamento avanzato. I costi di ristrutturazione possono essere significativi e, per le famiglie a basso reddito, passare a un’altra fonte di riscaldamento può rappresentare un pesante onere.

Inoltre, meno utenti rimangono collegati alla rete, più i costi fissi di manutenzione vengono ripartiti tra un numero minore di persone, portando a bollette più alte per chi non ha ancora effettuato la transizione. Le autorità vogliono gestire con attenzione questo circolo vizioso per evitare che le persone più vulnerabili rimangano strette tra bollette crescenti e costi di ristrutturazione inaccessibili.

Un quadro giuridico prende forma

Il collegamento dei nuovi edifici alla rete del gas naturale è già vietato nelle Fiandre dal 1° gennaio 2025 per i nuovi edifici residenziali e non residenziali. Inoltre, dal 1° gennaio 2026, le nuove costruzioni devono obbligatoriamente adottare alternative di riscaldamento, come pompe di calore o collegamenti alle reti di teleriscaldamento. In pratica, i nuovi edifici nelle Fiandre non possono più essere collegati al gas naturale.

Conclusione

L’eliminazione graduale del gas naturale nelle Fiandre non è solo una decisione politica, ma una profonda trasformazione che cambierà la vita di milioni di persone. Dai comuni fortemente dipendenti dal gas come Stabroek alle città che hanno già iniziato la transizione, ogni località dovrà trovare la propria strada. Per gli abitanti, la sfida non è solo tecnica o finanziaria, ma anche legata all’adattamento a una nuova realtà energetica. La domanda rimane se il ritmo della transizione sarà sufficientemente rapido da raggiungere l’obiettivo del 2050 e, allo stesso tempo, sufficientemente equo da non lasciare indietro nessuno.

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