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by Tomeci Press Publications

Map of Afghanistan and Soviet Union with soldier, flag, and 2.5 million label

Mentre il mondo commemora gli 80 anni dall’uscita del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, una domanda controversa ha suscitato un’ondata di reazioni su un social network: perché una delegazione russa non è stata invitata? Le risposte rivelano una profonda confusione storica tra “Russia” e “URSS” e una lotta per il controllo della narrativa storica nel contesto della guerra in Ucraina.

(Personale: Polonia ed Europa / Storia e geopolitica)

80 anni dopo il rilascio del campo di concentrazione e sterminio di Auschwitz-Birkenau da parte dell’Armata Rossa, le commemorazioni ufficiali hanno scatenato un acceso dibattito sull’assenza di una delegazione russa. Mentre i funzionari polacchi hanno sottolineato che gli inviti sono stati inviati solo agli stati che rispettano “standard democratici e valori fondamentali”, i critici hanno accusato la riinterpretazione politica della storia. Un post su un social network ha cercato di portare sfumature necessarie per questa discussione.

“Auschwitz è stato liberato dai sovietici, non dai russi”

l’utente Cees JM Lanting Attirò l’attenzione su una frequente confusione storica: “Weer een onbenul die zijn geschiedenis niet kent en over russen en rusland praat als het om soviets en de ussr gaat”, ha scritto. “Auschwitz Werd Bevrijd Door Soviets, En dus Oekraïners, Georgiërs, Wit-russen… en Ook Russen, Maar Niet Alleen Door Russen.” Ha sottolineato che parlando di “russi” e “russi” invece di “sovietici” e “URSS”, viene giocato il gioco dell’attuale propaganda del Cremlino.

Le perdite sproporzionate dell’Ucraina nella seconda guerra mondiale

Lanting ha anche messo in discussione le sproporzionate perdite umane subite dall’Ucraina nell’Armata Rossa. “I comandanti russi hanno prima massacrato gli ucraini per operazioni pericolose; l’Ucraina ha perso più soldati in proporzione rispetto ad altri stati dell’URSS”, ha scritto, osservando che su 4 milioni di soldati ucraini arruolati nell’Armata Rossa, circa 2,5 milioni sono stati uccisi o feriti. Questa realtà storica è spesso ignorata nell’attuale discorso pubblico, che tende a presentare la liberazione come atto esclusivamente russo.

La collaborazione e le complesse realtà della guerra

Un altro aspetto menzionato è stato il collaborazionismo. Lanting ha sottolineato che in Russia c’era una significativa collaborazione con gli occupanti tedeschi, inclusa la formazione dell’Esercito di liberazione russo (ROA). Non solo gli ucraini hanno collaborato con i nazisti, ma anche con i cittadini di altre nazionalità, tra cui russi, belgi, olandesi o francesi. Gli storici sottolineano che nei territori occupati dall’URSS prima della guerra, i tedeschi venivano talvolta ricevuti come liberatori dal regime di Stalin.

l’attuale contesto politico

L’assenza della Russia dalle commemorazioni di Auschwitz è una decisione simbolica nel contesto dell’invasione russa dell’Ucraina. I funzionari polacchi hanno affermato che questa decisione riflette la posizione della Polonia e della comunità internazionale nei confronti delle azioni attuali della Russia. È una realtà dolorosa: la storia è usata come arma nel conflitto odierno.

Conclusione

Il dibattito sull’invito ad Auschwitz mostra quanto facilmente la storia possa essere manipolata per scopi politici. La distinzione tra “sovietici” e “russi” non è solo una questione di terminologia, ma una chiave per comprendere la complessità della seconda guerra mondiale e come vengono commemorate le vittime e gli eroi. Mentre la giovane generazione dimentica e la propaganda cerca di riscrivere il passato, è essenziale ricordare che la liberazione dei campi è stata il risultato dello sforzo congiunto delle centinaia di nazionalità che hanno combattuto contro il nazismo. E quel rispetto per la memoria delle vittime non dovrebbe essere un ostaggio delle attuali controversie politiche.

Officials seated behind POLAND, ISRAELI, crossed-out RUSSIA, and UKRAINE placards

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