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by Tomeci Press Publications

Il dibattito su quale carne è dannosa per la salute è spesso polarizzato. Ma la risposta non è in bianco e nero. Tutto dipende da come è stato allevato l’animale, dalla lavorazione della carne, dal metodo di preparazione e, non da ultimo, dalla quantità e dalla frequenza con cui lo consumiamo. Ecco cosa dicono gli specialisti sui rischi reali di mangiare carne.

(Personale: globale / Salute e nutrizione)

La carne non è solo carne

Quando si tratta di salute, non tutti i tipi di carne sono uguali. Alcuni nutrizionisti avvertono del pericolo della carne rossa, altri sottolineano i rischi della carne lavorata e alcuni considerano la carne bianca la soluzione ideale. In realtà, tuttavia, la risposta è più sfumata. La qualità della carne dipende da una serie di fattori che non sono solo legati alle specie dell’animale. Il modo in cui è stato alimentato, le condizioni di crescita, i metodi di lavorazione e preparazione hanno un impatto altrettanto grande, se non ancora maggiore, sugli effetti che ha sul corpo.

Carne lavorata – il rischio maggiore, scientificamente confermato

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), tramite l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), ha classificato la carne lavorata in Gruppo 1 – Cancerogeno per l’uomo, insieme a tabacco e amianto. Ciò include salsicce, salame, salsicce, prosciutto, pancetta e altri prodotti che sono stati trattati mediante salatura, affumicatura o fermentazione da conservare o per acquisire un certo gusto. Secondo l’OMS, ogni porzione da 50 grammi di carne lavorata consumata quotidianamente (equivalente a circa due fette di prosciutto) aumenta il rischio di cancro del colon-retto di circa il 18%. Inoltre, il consumo di carne lavorata è anche associata ad un aumentato rischio di diabete di tipo 2 di oltre il 50%.

Carne rossa – un rischio probabile, non certo

La carne rossa (manzo, maiale, agnello, capra, cavallo) è stata classificata dal Who in Gruppo 2A – probabilmente cancerogeno per l’uomo. . Ciò significa che ci sono prove limitate che collegano il consumo di carne rossa al cancro del colon-retto, ma anche forti prove meccaniche a supporto di questo collegamento. Nel caso della carne rossa non trasformata, il consumo giornaliero è associato a un aumentato rischio di diabete di tipo 2 di circa il 40%, ma i rischi dipendono fortemente dalla quantità, dalla frequenza e dal metodo di preparazione. Gli studi dimostrano che i metodi di cottura ad alta temperatura, come la frittura o la grigliatura, possono generare composti cancerogeni come ammine eterocicliche e idrocarburi aromatici policiclici, che contribuiscono all’aumento del rischio.

Carne bianca: più sicura, ma non esente da rischi

La carne bianca (pollo, tacchino) è generalmente considerata più sana del rosso perché contiene meno grassi saturi e proteine più di qualità. Inoltre, il modo in cui il pollo è stato allevato, se veniva nutrito con mais o mangime trasformato, se riceveva antibiotici, influenza la qualità della carne.

Non solo il tipo, ma anche l’origine e il metodo di preparazione sono importanti

Gli specialisti sottolineano che non è sufficiente scegliere “carne bianca” o “carne rossa”. È essenziale sapere da dove viene la carne. Gli animali allevati in allevamenti intensivi, alimentati con mangimi trasformati e trattati con antibiotici e ormoni, producono una carne di qualità inferiore con un contenuto più elevato di grassi saturi e sostanze chimiche. Al contrario, la carne degli animali allevati in natura, nutrita con erba e priva di antibiotici, è più ricca di acidi grassi omega-3 e nutrienti essenziali.

Conclusione: meno, più attento e più diversificato

La vera domanda non è “Che carne è cattiva?”, ma “Quanto, quanto spesso e in quali condizioni mangio carne?” I nutrizionisti raccomandano un consumo moderato di carne rossa (massimo 3 porzioni a settimana) e il consumo più basso possibile di carne lavorata.  È anche importante diversificare le fonti proteiche, tra cui pesce, legumi, noci e semi. La sostituzione di una porzione di carne rossa lavorata con noci o verdure può ridurre il rischio di diabete fino al 30%.

Non esiste una semplice risposta alla domanda “Quale carne non è salutare”. Ci sono solo scelte migliori e meno buone, a seconda del contesto. Più sappiamo cosa mettiamo nel nostro piatto, più saggio possiamo fare delle scelte per la nostra salute.

Raw steak, bacon, chicken, legumes, and steaming cookware in a kitchen

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